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Nell’osservare ed esaminare il gioco sociale e le attitudini nell’ambito delle relazioni d’amicizia dei bambini con la sindrome di Asperger, prima di tutto ci domandiamo se è presente un ritardo nella comprensione a livello concettuale. Il bambino può presentare abilità intellettive nel complesso nella norma, ma la sua concezione dell’amicizia somiglia a quella di un bambino molto più piccolo. Infatti la più naturale scelta di un compagno o di un amico ricade su qualcuno che abbia il suo stesso livello di maturità nei rapporti amicali e che sia considerevolmente più giovane della sua età anagrafica. Tuttavia, non si tratta solo di una questione di ritardo nello sviluppo. I criteri diagnostici si riferiscono a difficoltà qualitative nei comportamenti di interazione e a una mancanza di reciprocità emozionale e sociale.

Quali sono le differenze qualitative, ad ogni fase, tra la prospettiva di un bambino con la sindrome di Asperger e i suoi coetanei?

  • Fase 1

Il bambino con la sindrome di Asperger può entrare in una stanza e focalizzare l’attenzione sui giocattoli piuttosto che sui potenziali compagni di gioco e amici. L’osservazione indica che il suo gioco è costruttivo ma non interattivo. Gli amici del bambino sono gli oggetti.

Il gioco sociale, in questa fase, può essere decisamente sgradevole. Incontrano difficoltà nel fare i conti con il rumore, le interruzioni, le nuove idee dei loro coetanei e l’apparente caos. Possono essere più tolleranti e interattivi se si trovano in una stanza con solo un compagno di giochi. Il bambino con sindrome di Asperger vuole prevedibilità, laddove i suoi compagni vogliono spontaneità e varietà. Il loro gioco può essere considerato ego-riferito piuttosto che egoista, con l’evitamento delle interazioni sociali per mantenere il controllo. I bambini con la sindrome di Asperger presentano chiaramente difficoltà nel comprendere come relazionarsi con i coetanei. La loro frustrazione può condurre ad aggressività oppure ad ansia. Quest’ultima può essere tanto grave da far sì che il bambino sviluppi un mutismo selettivo a scuola o un rifiuto nei confronti di essa.

  • Fase 2

Le ricerche sulla sindrome hanno individuato una difficoltà con i compiti riguardanti la Teoria della Mente, ossia la capacità di concettualizzare i pensieri, le emozioni, il sapere e le convinzioni di altri. Gli altri bambini riconoscono dal contesto e spesso dalla conoscenza del carattere dell’altro, se un commento o un comportamento è dettato da intenzioni benevole o malevole. Questa consapevolezza può non essere raggiunta dai bambini con la sindrome di Asperger.

Un altro aspetto di questo stadio è una tendenza ad essere possessivi nelle amicizie, di un’intensità che può risultare infine intollerabile per l’amico prescelto. Il bambino con Asperger non capisce che l’amico è un agente libero che a volte vuole giocare con altri bambini o rifiutare un invito a giocare. Possono essere intolleranti nei confronti degli errori dell’amico e facili alla critica, ma, viceversa, detestare essere criticati a loro volta. Gli altri bambini stanno cominciando a imparare la regola del “pensalo, ma non dirlo” in modo da non ferire i sentimenti degli amici. A questo stadio, il concetto di “bugia bianca” o “bugia innocente” è una caratteristica dell´amicizia, ma i bambini Asperger aspirano all’onestà e la verità è più importante dei sentimenti di qualcuno. Un bambino Asperger può anche essere inconsapevole del motivo per il quale i suoi commenti sinceri hanno turbato un amico.

Dal punto di vista dei suoi coetanei, un bambino con la sindrome di Asperger può essere insolito in altri modi. Nella seconda fase, i bambini cominciano a parlare di più l’uno con l´altro mentre giocano. La scelta di un argomento di conversazione da parte di un bambino Asperger può essere insolita, dato che può voler giocare o parlare quasi esclusivamente nell’ambito di alcuni aspetti dei suoi peculiari interessi. C´è una mancanza di reciprocità nella scelta dell’attività o dell’argomento di conversazione. Il bambino può anche apparire maleducato o sgarbato e in qualche modo tirannico. Studi condotti con bambini Asperger suggeriscono che questi possano non riconoscere i segnali o non sapere come rispondere. Il loro amico li percepisce come insensibili.

  • Fase 3

I problemi del bambino nelle relazioni con i coetanei possono essere rimessi in scena a casa, con il bambino che assume il ruolo di antagonista con i fratelli spesso più giovani. Un bambino Asperger può sembrare Dottor Jekyll e Mister Hyde, comportandosi in maniera calma e socievole con i coetanei a scuola e viceversa mostrandosi estremamente tirannico e intollerante quando interagisce con la famiglia. A questo stadio il bambino con Asperger può essere socialmente emarginato e clinicamente depresso in risposta alla sua percezione delle proprie difficoltà con l’amicizia. Socializzare con i coetanei può essere estenuante.

  • Fase 4

Per gli adolescenti neurotipici questo stadio comincia al liceo e continua attraverso tutta l’età adulta. Le difficoltà incontrate da una persona con Asperger includono il problema pratico di trovare qualcuno con gli stessi interessi, le stesse esperienze e gli stessi processi mentali. Può provare acuti sentimenti di solitudine e bramare di avere un vero amico. Un adulto ha detto: “Non è che io sia antisociale, è che non incontro persone che mi piacciano”. Un’altra caratteristica può essere la mancanza di igiene personale o un aspetto bizzarro, tutte cose che ovviamente hanno un effetto sulla percezione degli altri nei confronti del bambino Asperger. A questo stadio dovrebbe essere ovvio e facile sapere come porsi e avere un concetto di se stessi.

A questo stadio la persona con Asperger può diventare estremamente consapevole dei suoi problemi e degli errori che commette nel corso dell’interazione sociale. Questo può condurre ad ansia o ad una vera e propria fobia sociale. Un Asperger può essere ingenuo e vulnerabile per quanto riguarda il fraintendimento dei segnali o delle intenzioni. Può avere la sensazione che un’osservazione o un gesto amichevole nascondano significati ulteriori.

Dott.ssa Antonella Colantoni

Psicologa-Psicoterapeuta

Docente di Scuola Primaria e Referente Area Inclusione

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